Sappiamo tutti che la lotteria dei playoff può sorridere a una squadra che abbia tutti i requisiti per aspirare a una promozione in zona Cesarini in serie C, e sappiamo tutti pure che la Paganese non è per niente nelle condizioni ideali per aspirare a tanto. Ma cosa volete, una vittoria in trasferta, per giunta contro una squadra che aveva preso a pallonate Novelli e compagni appena sette giorni addietro, fa sempre piacere e deve inorgoglire tutti quelli che hanno reso possibile questa bella prestazione, onorando sul filo di lana il loro ottimo campionato.
Primo tempo da copertina per la Paganese. Azzurrostellati d’altri tempi, come quelli delle migliori giornate, proprio un sogno di squadra, da fare sgranare gli occhi. Un quarto d’ora iniziale con una sola formazione in campo: Fasano annichilito. Dov’è la squadra di sette giorni addietro? Domanda più che lecita; anche se il quesito potrebbe essere articolato diversamente: siamo sicuri che si tratti della stessa squadra presa a pallonate proprio dal Fasano solo una settimana fa? Una prestazione iniziale da fare strabuzzare gli occhi per la padronanza e la sicurezza con cui i ragazzi di Novelli hanno affrontato la gara fin dai primi minuti di gioco. Un quarto d’ora da proscenio, da applausi a scena aperta con sovrapposizioni, con anticipi ferrei, con capovolgimenti, con conquista sistematica delle seconde palle che costituiscono il termometro della condizione fisica di una squadra. Logico, quindi, che arrivasse, anche se sul finale del tempo, il gol concesso per fallo di rigore su Piga in area. Reazione sterile quella del Fasano e pareggio dei padroni di casa, sempre su rigore concesso munificamente dall’arbitro di turno. Poteva la Paganese di oggi subire un’eliminazione immeritata dopo aver dato prova di forza? La risposta è: no. Ci ha pensato, così, il redivivo Lombardi a rimettere le cose a posto con un magnifico sinistro ad incrociare che si è insaccato alla destra del portiere pugliese.
In questo modo, la Paganese vendica la brutta sconfitta di sette giorni prima e si rimette in gioco nella strana lotteria dei playoff. Forse è vero: non servono, ma le vittorie sono pur sempre vittorie. Passiamo ora alle solite valutazioni dei singolo, allenatore compreso.
Allenatore Novelli – Schiera la migliore formazione del momento e si vede subito quanto siano importanti nell’economia del gioco elementi come De Nova, Pierce, Labriola e Costanzo, assenti sette giorni fa. Le sostituzioni che effettua durante i tempi regolamentari e in quelli supplementari risultano efficaci e la squadra non risente molto dei vari innesti graduali. Come sempre, dimostra di avere le idee chiare anche dal punto di vista tattico.
Gallo – Si limita alla gestione scolastica, senza soffrire la pressione degli avversari che lo impensieriscono di tanto in tanto. Riesce anche a intuire il calcio di rigore battuto da Corvino: non lo trattiene per un nonnulla.
Di Biagio – Una vera diga sulla destra dello schieramento difensivo, come nelle sue migliori prestazioni di quest’anno. Da annoverare come uno dei più continui protagonisti di oggi.
De Nova – Ritorna a essere la guida sicura dell’intera difesa e non perde mai la calma, anche quando gli avversari producono il massimo sforzo per pareggiare, e nel finale, quando si erge a protagonista per salvare la vittoria.
Figueras – Riconferma tutto quello che di buono è stato detto sul suo conto da quando ha trovato posto al centro della difesa. Ottima l’intesa con De Nova in ogni momento della gara.
Piga – Ancora una volta si pone all’attenzione dei tanti talent scout che frequentano i campi di quarta serie: riesce a svolgere con grande efficacia il delicato ruolo di terzino propositivo a ridosso della fascia sinistra dello schieramento.
Labriola – Dopo una settimana di riposo, è tornato a essere il calciatore che riesce a entusiasmare con le sue accelerate a centrocampo e con i cambi di marcia che spiazzano gli avversari.
(dal 39′ st Langella) – Trova modo ancora una volta di farsi apprezzare quando viene chiamato a dare il suo supporto di saggezza tattica nei momenti critici della gara. Si distingue per lanci millimetrici che lasciano il segno.
Pierce – Oramai è il leader incontrastato del centrocampo. Cervello indiscutibile, riesce a recitare quando serve anche la parte del mediano tuttofare a protezione di una difesa che si avvale del suo sapiente filtro.
Mancino – Quando è in giornata, come oggi, diventa incontenibile dal centrocampo in avanti. Nel primi quindici minuti di gioco sembra un marziano per come si avventa su tutti i palloni che gravitano nella sua zona. Poi, ovviamente, cala alla distanza, ma lascia il segno con un rigore battuto in modo perfetto: portiere da una parte e pallone dall’altra.
(dal 7’ pts Paredes) – Sostituisce Mancino ma non trova mai lo spunto giusto per dare lustro alla sua prestazione da attaccante.
Pierdomenico – È il solito calciatore di fascia destra avanzata che riesce a liberarsi per il tiro a rete o per il cross. Esce solo per motivi tattici, quando bisogna offrire maggiore consistenza difensiva alla sua fascia.
(dal 46′ Gatto) – Riesce a interpretare bene il ruolo di esterno destro a protezione di Di Biagio e a proporsi in avanti quando c’è bisogno di arrivare alla vittoria.
El Haddadi – Gioca una gara molto intensa e significativa soprattutto quando occupa la posizione di terminale offensivo centrale. La sua prestazione è da annoverare tra quelle di buon livello qualitativo.
(dal 44′ st Lombardi) – È tra quelli che hanno il fuoco vivo addosso e premevano per dimostrare le loro qualità. Segna meritatamente il gol della vittoria con un gol imparabile.
Costanzo – Comincia alla grande, imponendosi come nelle sue migliori prestazioni stagionali. Riesce a intendersi alla perfezione con Piga sulla fascia sinistra dello schieramento in fase offensiva.
(dal 15′ st La Monica) – Si impegna alla morte per dare il suo contributo in avanti ma ancora una volta non riesce a imporsi come vorrebbe.
(foto US Città di Fasano)
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