Adesso anche Coquin. Sì, proprio lui. Quello che ci condannò a Tivoli e che l’anno dopo volle vestire la maglia della Paganese perché impressionato dalla nostra tifoseria. Coquin ce lo siamo sognati anche la notte, negli incubi peggiori, perché per un periodo ha rappresentato la nostra più recente disfatta, quella di Tivoli, che ci costò la promozione in serie C. Oggi ritorna a Pagani e il suo ingaggio prende già il sapore del riscatto. Esattamente come le prime battute di questa campagna acquisti che forse non ci aspettavamo. Tra i confermati ci sono: De Nova, Pierce, Piga, Pierdomenico, Isufi, Figueras. A questi, si aggiungono gli arrivi del centrocampista Basanisi dal Gravina, dell’attaccante Akammadu, ex serie B, dal Crema e, ultimo in ordine di tempo, come dicevamo, il ritorno di Coquin. Roba da strabuzzare gli occhi.
Ma come? Noi, quelli senza una società strutturata, con milioni di euro di debito da sanare con l’Erario, più volte sull’orlo del baratro, siamo qui a commentare una campagna acquisti che fa già sognare? Scusate, ma com’è possibile? Com’è stato possibile ripartire ancora una volta dopo una conferenza stampa che il mese scorso suonava inesorabilmente come una condanna? Diciamoci la verità, non ce ne vogliano i protagonisti di questo miracolo, il merito è proprio della Paganese. Merito del nome? No, merito dell’essere Paganese. Difficile da spiegare fuori il perimetro delle mura cittadine; impossibile da far capire a chi non si è lasciato contagiare almeno una volta da un entusiasmo inspiegabile, spesso irrazionale, e a chi non si è mai fatto rapire in un assorbimento viscerale tale da distaccarci completamente dalla realtà e dal resto del mondo. Ecco, per capire cosa sta accadendo, prendete tutto questo e moltiplicatelo per tante persone: imprenditori, tifosi, professionisti, semplici appassionati. Quanto fa? Tanto. Ma non fa solo soldi, pure necessari per andare avanti e per allestire una squadra che promette bene fin dalle prime battute. Fa tanto perché mostra ancora una volta che se c’è la Paganese di mezzo gli ostacoli si affrontano e si superano. Ed è ancora più bello perché questi colori sociali uniscono mondi diversi e apparentemente inconciliabili; sono capaci di mettere insieme vecchi dirigenti, imprenditori, professionisti, tifosi, gente comune; tutti accomunati dalla stessa passione, che suona anche come l’orgoglio di appartenere a una terra, sempre troppo bistrattata.
Andiamolo a spiegare anche fuori dalle mura cittadine quello che siamo stati capaci di fare a Pagani quest’anno. Quando tutto sembrava perso, Marrazzo & co. hanno riunito gli imprenditori locali e hanno messo insieme i soldi per far quadrare i conti e per programmare il futuro. Qualcuno avrebbe potuto pensare a una soluzione di emergenza, in attesa dell’oramai famigerato saldo e stralcio (che speriamo non cada nel dimenticatoio). E invece no: con la riconferma di mister Novelli, del ds Bocchetti e di diversi elementi della passata stagione, assieme ai nuovi recenti ingaggi, gli attuali amministratori hanno messo bene in chiaro le intenzioni per il futuro. Una mano encomiabile arriva anche dalla tifoseria, promotrice dell’iniziativa «Centenari», una raccolta fondi da donare alla società, che sta mostrando già i primi frutti e che la dice lunga su un senso di appartenenza che non conosce barriere.
No Comment! Be the first one.