Sfido io chi avrebbe mai immaginato una sconfitta della Paganese al termine del primo tempo nel match giocato contro la Gelbison.
Impensabile, impronosticabile, eppure è successo. Arrivo al “Marcello Torre” con qualche minuto di anticipo rispetto al calcio d’inizio e il colpo d’occhio della Curva Nord è come al solito rassicurante. I tifosi sono pronti a suonare la carica e i calciatori azzurrostellati si vanno a prendere il solito lungo applauso di incoraggiamento, Mi sistemo in tribuna vicino al solito gruppo di amici con i quali condividiamo da una vita la passione per il colore azzurro.
Cinque minuti e siamo già in vantaggio. La girata di testa di El Haddadi è perfetta e si insacca tra palo e traversa. La traiettoria è imprendibile per il portiere ospite.
L’aria è frizzante e il sole riscalda i ventidue protagonisti in campo e noi spettatori seduti sulle gradinate. L’impressione è che si possa assistere ad una domenica di festa in campo e sugli spalti. Quando Akammadu da trenta metri circa lascia partire un bolide che si insacca nell’angolo alto della porta avversaria sembra di poter assistere al remake del match con il Trastevere. La sfera calciata dall’attaccante è lievemente sospinta anche dalla brezza che spira verso la metà campo opposta e si insacca Il mio vicino di posto mi segnala che anche qualche tifoso della Gelbison applaude all’Eurogol della Paganese sportivamente.
Un altro amico, seduto giusto più a lato, dice: “Avanti con il terzo, altrimenti rischiamo sempre di rimettere in partita gli avversari”. La sua è una dichiarazione più scaramantica che reale. Quando l’arbitro dà il segnale della fine delle ostilità della prima frazione di gioco, sembra che il grosso sia stato fatto. Nella ripresa bisognerà solo amministrare risultato e gioco.
E qui incredibilmente la Paganese si incarta. Emblematico un momento della partita. Abbiamo la palla a centrocampo per verticalizzare in avanti ed invece rallentiamo e ritorniamo verso la nostra retroguardia, Dopo poco perdiamo il pallone e da lì a breve vien fuori la punizione da cui scaturisce il primo gol della Gelbison.
A quel punto, qualcosa si inceppa. La squadra pare indecisa, pare quasi che non sappia se occorre riprendere ad attaccare con foga o se conviene amministrare il gioco facendo trascorrere i minuti. La squadra sembra optare per la seconda ipotesi. Anche l’ingresso di Basanisi per Coquin sembra andare nella direzione del contenimento. E qui che succede la frittata. Figueras e Di Salvatore convinti del fatto che il proprio compagno sarebbe intervenuto per allontanare la minaccia, lasciano la palla all’attaccante avversario che realizza il più facile dei gol.
Gli ospiti giustamente esultano. Hanno recuperato una partita che sembrava già persa. Sono ancora convinto che la Paganese possa farcela, che alla fine possa trovare il guizzo per riportarsi in vantaggio. Ed invece, come nel peggiore degli incubi, è la Gelbison a trovare il terzo gol.
Ora la Paganese si butta a capo fitto per recuperare quanto meno il pareggio ma né Bonfiglio, né Basanisi né Pierdomenico hanno la lucidità di realizzare a tu per tu con il portiere avversario. Forse era scritto che doveva andare così. Le sconfitte fanno male, fanno dispiacere ma a volte sono utili. Siamo sicuri che andare a Sarno suonando la grancassa, dopo un successo roboante, ci avrebbe agevolato?
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